Prestiti a Cattivi Pagatori

Continuando la verifica dell’ accesso al credito dei soggetti ritenuti “pericolosi”, incontriamo la categoria dei cattivi pagatori.

I cattivi pagatori sono tutti quei debitori che hanno accumulato un ritardo nel pagamento delle rate del prestito che hanno ricevuto.

Quindi l’elemento fondante della definizione è quello del ritardo e non necessariamente dell’ insolvenza. Per essere qualificati come cattivi pagatori è sufficiente il mancato pagamento di due rate mensili consecutive indipendentemente dall’entità del debito e della singola rata.

I cattivi pagatori vengono inseriti in apposite banche dati, le cosiddette Crif (centrale rischi informazioni creditizie) che forniscono al sistema bancario e finanziario informazioni sulla posizione creditizia dei clienti che ricorrono al credito e possono essere sia pubbliche che private. In particolare abbiamo:
Centrale rischi pubblica per finanziamenti di importo superiore a 75.000 euro.
Centrale rischi pubblica gestita dalla Società Interbancaria per l’Automazione per finanziamenti di importo inferiore a 75.000 euro e superiore a 30.000 euro.
Centrali rischi private per finanziamenti di importo inferiore a 30.000 euro .

Anche per i cattivi pagatori l’accesso al credito è consentito con la cessione del quinto dello stipendio, con il prestito delega e con il prestito cambializzato e anche qui come per i protestati, coloro che sono esclusi dal rapporto di lavoro dipendente, necessitano di apposite garanzie personali o reali.

In conclusione, non possiamo non notare come sembri eccessivamente dura e penalizzante la parificazione di trattamento tra cattivi pagatori e protestati e che sia difficile capire come il ritardo nel pagamento di somme anche molto piccole possa essere equiparato al comportamento dei protestati o degli insolventi.

 

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