prestito privato

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Prestiti a dipendenti privati

I prestiti per dipendenti privati sono finanziamenti personali concessi a chi lavora presso una azienda di piccole, medie o grandi dimensioni, e ha necessità di un finanziamento con cui acquistare determinati beni o servizi. Come di consueto accade per i prestiti a dipendenti, anche quelli concessi ai lavoratori di aziende private sono concessi con la modalità della cessione del quinto dello stipendio. Questo tipo di prestito ha il grande vantaggio di non far pesare sul lavoratore il rimborso delle rate, il cui importo viene detratto dallo stipendio netto e versato, a cura del datore di lavoro, direttamente alla società finanziaria.

Inoltre, i prestiti a dipendenti possono venire richiesti anche da chi ha avuto, in passato, dei disguidi economici ed è stato segnalato come cattivo pagatori o è stato protestato.

Il tasso di interesse che si applica a questi finanziamenti è solitamente fisso, così come l’importo delle rate che bisogna pagare. La durata massima del prestito è di 120 mesi mentre quella minima è solitamente di 12 mesi. Per questi prestiti non c’è di solito una somma massima che è possibile chiedere, anche se alcune società finanziarie la fissano in circa 60.000 euro. L’importo massimo viene infatti calcolato di volta in volta a seconda dello stipendio del lavoratore che ne fa richiesta.

Dato che la rata massima pagabile è pari ad 1/5 dello stipendio e che la durata di rimborso non può superare i 120 mesi, la società finanziaria calcola la somma massima da poter concedere sulla base di questi due dati.

Il vantaggio della cessione del quinto, rispetto ad altre soluzioni come i prestiti per dipendenti, sta nel tasso di interesse che viene concesso al debitore. Poiché infatti viene considerato un prestito sicuro, spesso le condizioni contrattuali sono migliori e più vantaggiose rispetto a quelle che sono previste da altre tipologie di finanziamento.

Prestiti a dipendenti statali

I prestiti a dipendenti statali sono una forma di finanziamento concessa dalle società finanziarie a chi lavora come subordinato in un’azienda statale, sia esso ministero, scuola o altro. I prestiti per i dipendenti statali sono concessi sotto la forma della cessione del quinto. Questo significa che l’importo delle rate mensili che bisogna rimborsare viene detratto direttamente dalla propria busta paga e versato alla società finanziaria presso la quale si è acceso il finanziamento.

Possono fare domanda di cessione per statali tutti coloro che sono dipendenti pubblici o dipendenti ministeriali. Tra i primi, è possibile inquadrare chi lavora presso i comuni, le provincie o le regioni. Tra i secondi, invece, ci sono coloro che lavorano presso i ministeri o le scuole, ad esempio.

Grazie a delle convenzioni stipulate direttamente tra gli enti pubblici e le società finanziarie, e considerando anche la sicurezza di un posto di lavoro pubblici, sovente i lavoratori statali e ministeriali possono avere dei prestiti concessi a delle condizioni decisamente più vantaggiose rispetto ad altre persone.

I vantaggi si traducono sia in un minor tasso di interesse applicato al finanziamento, che a volte in una migliore possibilità di dilazionare il pagamento, ad esempio iniziando a rimborsare le rate solo dopo uno o più mesi dall’accensione del prestito e dall’ottenimento del denaro. In ogni caso sono vantaggi tangibili che rendono questi prestiti molto convenienti.

I prestiti per i dipendenti statali sono concessi sempre con tasso fisso e rata fissa, in maniera che il debitore possa organizzare senza problemi il suo budget anche in considerazione di questo nuovo impegno economico. La durata di rimborso, invece, è solitamente compresa tra 12 e 120 mesi. Per chi volesse c’è anche la possibilità di estinguere in via anticipata il finanziamento, previo pagamento di una penale qualora la stessa fosse prevista nel contratto di prestito che è stato sottoscritto.

Criteri di valutazione

Nel momento in cui hai bisogno di denaro è importante riuscire a valutare correttamente e nel modo più completo possibile, un prestito personale. Per prima cosa bisogna assicurarsi di scegliere un prestito che soddisfi al meglio le proprie esigenze, senza dimentica che scegliere il prestito più economico non è sempre la scelta migliore. Dato che i prestiti devono ovviamente essere restituiti, è necessario pianificare il proprio finanziamento con grande attenzione.

Per prima cosa bisogna richiedere informazioni sui tassi di interesse applicati e su eventuali altre spese accessorie, come le spese di incasso rata o quelle di apertura della pratica. Considerate inoltre il vostro reddito futuro e cercate di non chiedere in prestito mai più di quello che puoi permetterti di ripagare. Sembra banale ma spesso molte persone si ritrovano nei pasticci proprio per questo motivo.

Ogni prestito ha le sue caratteristiche e le sue funzionalità. Tali caratteristiche devono essere attentamente confrontate per decidere quale tra le varie soluzioni è meglio. Il confronto delle varie opzioni consiste anche nel controllare:

  • il costo totale del rimborso del prestito, compresi le spese accessorie e gli interessi
  • quanto tempo occorre per rimborsare un prestito, tenendo presente che la durata massima è di solito di 120 mesi
  • l’importo dei pagamenti mensili
  • la sanzione che si pagherà se si dovesse essere in ritardo con il pagamento o se addirittura si dovesse saltare un pagamento
  • l’impatto che il prestito avrebbe sulla vostra situazione finanziaria

Una volta avuta una risposta precisa a tutte queste domande puoi procedere con una tranquillità maggiore alla richiesta del tuo prestito personale, senza problemi o preoccupazioni di sorta. Ricorda di fare tutte queste verifiche con calma, in fondo si tratta dei tuoi soldi e pagarne di più solo per aver fatto una scelta affrettata non è decisamente una buona idea.

 

Richiesta e Documentazione

Per evitare la dilatazione dei tempi burocratici necessari per ottenere un Prestito è di fondamentale importanza presentare tutta la documentazione richiesta in tempi ragionevoli.

A seconda del tipo di finanziamento che avrete richiesto, e in base alle condizioni con cui avrete richiesto il Prestito, vi sarà richiesto di presentare presso l’Istituto di Credito presso cui avete ottenuto il finanziamento diverse tipologie di documenti.

Il primo e più importante documento che dovrete senza dubbio presentare è un attestazione di una fonte certa di reddito, sia essa la busta paga, il certificato di pensione, il CUD o il modello per la dichiarazione dei redditi; che provi senza dubbio all’Istituto che dovrà erogare il Prestito la vostra possibilità di estinguere il Prestito nei tempi e nei modi previsti.

Le vigenti norme giuridiche sul credito inoltre obbligano le banche ad una corretta identificazione del soggetto che richiede un Prestito, quindi sarà ovviamente necessario disporre di un documento d’identità valido e delcodice fiscale

Infine, alcuni Istitui di credito richiedono anche l’attestazione delle ultime utenze pagate, come ad esempio la bolletta della luce o del gas.

Se questi sono la documentazione standard che vi verrà richiesta, è importante sottolineare che a seconda della tipologia di Prestito che intenderete sottoscrivere potranno essere richiesti altre forme di documentazioni o attestati.

Gli interessi T.A.N e T.A.E.G

Sono i due fattori principali da tenere in massima considerazione per comparare le varie offerte di Prestito che vi saranno presentate e rappresentano di fatto il costo complessivo che dovrete sostenere per la disponibilità finanziaria che vi è stata fornita.

Nonostante si tenda ad accomunare questi due tassi di interesse, in realtà essi differiscono sotto vari aspetti ed è bene fin da subito chiarire le differenze.

Il T.A.N. è il Tasso Annuale Nominale e rappresenta l’interesse alla quale l’istituto di credito vi concede la disponibiltà economica.

Questo tasso di interesse è sempre specificato in forma percentuale ed indica l’interesse che l’istituto di credito percepisce per la fornitura del finanziamento.

Ma il TAN non è l’unico tasso di interesse relativo ad un finanziamento; esso infatti non tiene conto infatti di alcuni oneri aggiuntivi che si assume la società finanziaria e che devono essere in qualche modo “saldati”.

Il compito di fornire un riferimento chiaro e oggettivo, e che tenga ulteriormente in considerazione tali spese è cura del T.A.E.G, il tasso annuo effettivo globale che rappresenta il costo complessivo che dovremo sostenere per ottenere il finanziamento.

In altre parole il TAEG racchiude al suo interno il TAN sommato alle spese accessorie associate all’erogazione di un Prestito come ad esempio i costi di istruttoria della pratica, le assicurazioni obbligatorie e le commissioni per l’incasso.

Da considerare con particolare attenzione altre tipologie di spese accessorie non incluse nel TAEG come ad esempio le tasse, i bolli statali ed evenualmente alcune assicurazioni sul finanziamento non obbligatorie.

E’ quindi evidente che il TAEG nasce con lo scopo di rendere chiara al cliente quale sarà la somma complessiva (quota del prestito + interessi + spese accessorie) che dovrà restituire all’Istituto che ha erogato il finanziamento.

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